Tricologia e malattie degli annessi

Nel contesto dell'ambulatorio tricologico si valutano le patologie interessanti il capello e gli annessi.

- ALOPECIA ANDROGENETICA MASCHILE E FEMMINILE  

- ANAGEN o TELOGEN EFFLUVIUM 

- ALOPECIA AREATA

- ALOPECIE CONGENITE INFANTILI

- ALOPECIA FIBROSANTE FRONTALE

- LICHEN PLANOPILARE 

Le patologie delle unghie rappresentano l'altro aspetto dell'ambulatorio di tricologia e degli annessi. Le unghie possono essere primitivamente interessate da patologie dermatologiche così come possono essere alterate in corso di patologie sistemiche.

Grazie alla moderna tecnologia in possesso eseguiamo la valutazione microscopica dell'annesso pilifero così come del cuoio capelluto.

Le patologie che più frequentemente interessano l'unghia sono:

- ONICOMICOSI

- LICHEN PLANUS

- PSORIASI UNGUEALE

- ALOPECIA AREATA CON INTERESSAMENTO UNGUEALE

- LEUCONICHIA

- ONICOLISI DISTALE

- ONICOGRIFOSI

- PARONICHIA

- INFEZIONI UNGUEALI

Cos'è l'alopecia androgenetica?

 

L’alopecia androgenetica, interessando  il 60% degli uomini e il 25% delle donne, è la forma più comune di alopecia. La patologia è legata all’attività di un enzima conosciuto come  5-alfa-reduttasi di tipo II, enzima che trasforma il testosterone (forma non attiva sul capello) in diidrotestosterone (forma attiva).

La patologia è poligenica, con penetranza completa, e si manifesta negli uomini molto più che nelle donne (le quali, generalmente, ne soffrono anche in età più avanzata, in quanto in genere la patologia si sviluppa dopo la menopausa, in conseguenza all’aumento dei livelli di ormoni androgeni).

A cosa è dovuta l'alopecia androgenetica? 

 

I fenomeni che possono essere alla base di questa patologia sono:

 

A) Il processo patologico fondamentale consiste nell’accelerazione, sotto stimolo androgenico, della fase mitotica del ciclo pilare (anagen I-V) e nella conseguente riduzione della fase differenziativa, che è normalmente lunghissima. Essendo quest’ultima incompleta, il fusto che ne deriverà sarà più sottile e corto (capello miniaturizzato). Questa accelerazione sarebbe mediata dall'enzima 5-alfa-reduttasi. L'enzima non è espresso a livello dell'intero cuoio capelluto ma principalmente a livello della regione frontale e del vertice, regione in cui si nota una caduta accentuata.

B) Azione vasocostrittrice ormonale: è stato osservato come in corso di alopecia androgenetica ci sia una sofferenza vascolare a livello del follicolo pilifero indotta da un'azione vasocostrittrice ormonale. Molti farmaci utilizzati in corso di terapia ( Minoxidil 2-5%, Aminexil) agiscono esattamente su questa problematic, andando quindi ad aumentare il flusso sanguigno a livello del capello)

C) Aumento della fase di kenogen. Per kenogen intendiamo quella fase di transizione tra caduta del capello in telogen e ricrescita di quello in anagen.  E' stato osservato come in corso di alopecia androgenetica (probabilmente a causa  degli altri fattori) la fase kenogen sia sensibilmente aumentata. 

Decorso clinico

Il diradamento, che spesso inizia da giovanissimi, avanza in maniera  più o meno marcata e più o meno veloce. Nell’uomo l'alopecia è localizzata nella zona fronto temporale e/o alla chierica, mentre nella donna è quasi sempre distribuita su tutta la parte superiore della testa. Generalmente il paziente lamenta un aumento della caduta dei capelli.

Diagnosi

Per diagnosticare questa patologia si utilizzano:

  • tricoscopia, esame tricoscopico in epiluminescenza digitale

  • stress test (pula-test): in cui si valuta la caduta indotta da tiraggio

  • tricogramma

  • test di laboratorio per diagnosi differenziale con altre patologie (vedi TSH;T3;T4;DHT;GH)

Terapia Farmacologica

Esistono diversi farmaci che consentono di rallentare, bloccare e nei soggetti buoni risponditori addirittura invertire  il processo di miniaturizzazione dei capelli causato dalla alopecia androgenetica.

Terapia Chirurgica

Alternativa o complementare alla terapia medica è quella chirurgica, cioè l’autotrapianto. L’intervento, se effettuato da chirurghi competenti, aggiornati sempre sulle nuove tecniche, con un’esperienza provata e con alle spalle diversi interventi chirurgici, da quasi sempre ottimi risultati (in base anche allo stato di partenza, al diametro dei capelli del paziente ecc.) in quanto vengono utilizzati capelli della regione parietale ed occipitale, non soggetti a miniaturizzazione poiché resistenti all’azione degli ormoni androgeni.

La tecnica consiste nel “taglio” di una striscia di capelli, che sono poi ritagliate in parti molto più piccole e impiantate nella zona soggetta a calvizie. La tecnica dell’autotrapianto ha avuto significativi progressi negli ultimi 50 anni. La dimensione delle regioni impiantate sono diventate sempre più piccole, fino a raggiungere il singolo capello.

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